Percorsi di Memoria - Fascismo e Resistenza a Scandiano

TAPPA 5: Piazza Feltrino Boiardo

5.1 - Alfredo Incerti Rinaldi

ALFREDO INCERTI RINALDI era un giovane sarto, abitava a Jano nel gruppo di case detto “al Caslèti”, le Casellette, sulla via provinciale per Viano, poco prima dell'incrocio con l'attuale via Resta. Viveva con la moglie e due figli piccoli, i genitori e i fratelli. Era di idee socialiste e non lo nascondeva, anzi, ne andava orgoglioso: erano idee di giustizia sociale, di libertà e di democrazia. Per questo aveva sostenuto il Sindaco Luigi Ghiacci e l'amministrazione socialista nelle elezioni comunali del 1920 e si opponeva apertamente alle violenze fasciste che vedeva crescere anche in paese.
Il 12 marzo 1922 era una domenica, Alfredo si ritrovò con amici e compagni di militanza davanti all’ufficio delle Regie Poste, all'angolo tra via Marconi e via Vallisneri, in quello spiazzo che ora è denominato piazzetta Feltrino Boiardo.
Arrivò un gruppo di fascisti che riconobbero il gruppetto di socialisti che chiacchieravano tra loro e li aggredirono. Uno dei fascisti, tale Domenico Brevini di Casalgrande, si avvicinò e, dopo aver scambiato qualche parola, colpì violentemente in viso con un bastone Alfredo, che prontamente fu accompagnato in ospedale dagli amici, dove morì tre giorni dopo per una emorragia cerebrale causata dal duro colpo ricevuto. Aveva 33 anni.
Il suo funerale, con i negozi chiusi per lutto, fu accompagnato dall’intera frazione, ma anche da tanti amici e compagni socialisti provenienti da Scandiano e dai dintorni, tra questi il Sindaco Luigi Ghiacci.

Il mercoledì sera, il giorno prima del funerale di Alfredo Incerti Rinaldi, un camion di fascisti attaccò la cooperativa di Ventoso, tentando di forzarne la porta per poi incendiarla con una latta di benzina con l’intento, andato a segno, di distruggerne tutto il contenuto, dai mobili ai prodotti. Un danno valutato in £ 2.000 da un giornale del tempo, il “Giornale di Reggio”, sostenitore del fascismo: una gran somma per quei tempi.
Il reato, come sempre accadeva a quei tempi, rimase impunito.